Il 17 gennaio 2020, quando si pensava che l’epidemia di Wuhan Dante e Virgiliofosse una disgrazia sì, ma solo cinese, il Consiglio dei Ministri del Governo Italiano istituì il Dantedì, giorno dedicato alla memoria del Sommo poeta. Dopo due mesi si era in piena pandemia e quel primo Dantedì della storia, concepito per preparare le grandi celebrazioni del 2021, non poté svolgersi che in forma digitale. Dopo un anno, il secondo Dantedì è stato in parte come il primo, avvilito dalle restrizioni di una pandemia troppo longeva. La scuola però, come un equilibrista in bilico tra arresti e false ripartenze, si è appropriata di questo appuntamento, con la consueta artigianalità e grande spirito pratico.

Nascono così, toccanti e divertenti, le lecturae Dantis dei ragazzi delle classi III, IV e V C, per una volta consumate non davanti a un computer, ma all’aperto: la villetta Di Negro, la marina del Porto Antico, i leoni della Cattedrale di San Lorenzo, gli scogli di Sori, persino Artesina, quando a parlare è un congelato Conte Ugolino.

E nasce il sapiente montaggio di immagini e versi dell’Inferno dei ragazzi della III A, a dimostrare quanto creatività chiami creatività e codici altri codici.

Festeggiamo quindi il nostro padre Dante, antenato comune di tutti coloro che non si arrendono nella loro appassionata ricerca di senso.

Un ringraziamento alle professoresse Anna Iannino, Chiara Conti e Patrizia Serra, animatrici del progetto. 

♦ Sulla stampa genovese IL PROGETTO del Colombo per il Dantedì 

Il Secolo XIX, 25 marzo 2021